lunedì 9 novembre 2009

Torta al cioccolato... e patate

Le patate lesse sono per me consolatorie. Mettetemi davanti ad un bel piatto colmo, due o tre panetti di burro, ed io sono contenta. E’ difficile quindi che in casa non ce ne siano alcune avanzate dal pasto precedente.
Quella che segue è per me, in un certo senso, la ricetta degli avanzi perché anche il cioccolato, consolatorio ed umanamente appagante, non manca mai nella mia dispensa.

Torta cioccolato e patate

Eccola qua, la torta al cioccolato e patate. Non cresce moltissimo in cottura ma l’utilizzo delle patate conferisce un piacevole aroma e soprattutto una straordinaria morbidezza.
Grazie Napapiiri.


Torta al cioccolato e patate

75 g di cioccolato fondente (70% di cacao)
150 g di farina
70 g di burro morbido
225 g di zucchero
125 g di patate bollite e passate
2 uova
4 cucchiai di latte
4 cucchiai di rum
2,5 cucchiaini di lievito

Procedimento
Montate le chiare a neve e mettele in frigorifero. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il burro, lasciate intiepidire.
Montare i tuorli con lo zucchero ed i 4 cucchiai di latte, aggiungere anche il burro sciolto con il cioccolato continuando a sbattere, le patate bollite e ridotte in purea con lo schiacciapatate, ed il rum.
Unite la farina setacciata con il lievito in polvere e solo alla fine le chiare montate a neve ben ferma utilizzando un cucchiaio e compiendo movimenti circolari dal basso verso l’altro per non far smontare il composto.
Ungere una teglia medio-piccola, versarvi il composto ed infornare a 180° per circa 35 minuti.


Chocolate Potato Cake

75 g dark chocolate (70% cocoa)
150 g flour
70 g soft butter
225 g sugar
125 g of boiled potatoes
2 eggs
4 tablespoons of milk

4 tablespoons of rum
10 g of baking powder

Pass the boiled potatoes through a sieve. Whip the eggs whites until stiff and keep it in refrigerator. Melt butter and chocolate in a waterbath . Let it cool a bit.
Whip the egg yolks with sugar and milk, add melted chocolate, potatoes, rum, and continue to beat.

Add flour sifted with baking powder and finally the egg whites.
Grease a medium sized pan, pour the mixture and bake at 180 C°(350 F°) for about 35 minutes.



lunedì 2 novembre 2009

Cantucci, tozzetti, biscotti di Prato…

Con il nome cantucci vengono chiamati impropriamente i biscotti di Prato, ma si tratta di due prodotti completamente diversi.
I cantuccini pare siano molto più antichi, nascono come pane aromatizzato all’anice e ripassato in forno: di qui il nome classico del bis-cotto, che significa appunto cotto due volte.
I biscotti di Prato, quelli classici da intingere nel vinsanto, sono realizzati con un impasto di farina, zucchero, uovo, mandorle e pinoli e non si dovrebbe usare alcun tipo di lievito o di grassi, come burro od olio.


Cantucci, tozzetti...

Poi ci sono i tozzetti, così chiamati nel Lazio, che prevedono le nocciole al posto delle mandorle.
Ed ancora, le paste secche irpine, sempre dalla stessa forma a filoncino, tagliati di sbieco e bis-cotti ma con una variante: le nocciole si aggiungono all’impasto tritate grossolanamente.
Tutto questo per cercare di dare un nome corretto ai miei biscotti…

La ricetta (che ho trovato molto simile a quella postata da Paoletta) l’ho presa da un vecchio libro di cucina campana e mi ha subito incuriosito perchè prevede l’utilizzo di ammoniaca, un agente lievitante molto stabile ed un tempo molto utilizzato per i biscotti, o per impasti poco umidi. Rilascia un forte odore, non molto gradevole, che evapora totalmente a cottura completa ed il risultato che si ottiene è fantastico: biscotti molto più croccanti e che si conservano più a lungo rispetto a quelli ottenuti utilizzando il comune lievito in polvere.



Can...tozzetti

Farina, 800g
Uova, 5
Latte, 20 ml
Olio Evo, 70 ml
Ammoniaca per dolci, 2 cucchiaini
Zucchero, 450 g
Nocciole sgusciate*, 400/450 g
Buccia grattata di un’arancia

*o mandorle, se preferite

La prima cosa da fare è tostare leggermente le nocciole. Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 160°, infornate le nocciole per circa 7-8 minuti, poi lasciatele freddare.

In una capace terrina sbattere, montando bene, le uova con lo zucchero e la buccia grattata di una grossa arancia. Aggiungere l’ammoniaca per dolci sciolta in ½ tazzina da caffè (20 ml) di latte tiepido e, sempre continuando a sbattere con le fruste, l’olio extra vergine d’oliva.

A questo punto aggiungere anche la farina e, aiutandovi con una spatola di legno, amalgamare per pochi minuti, completando con l’aggiunta delle nocciole.
Impastare quel tanto che basta per rendere la pasta omogenea.

Otterrete un impasto abbastanza morbido ed appiccicoso quindi, versatelo su un piano infarinato e, senza lavorarlo ulteriormente e aiutandovi appunto con della farina, formate dei filoncini larghi circa 3 cm e alti un dito che posizionerete direttamente sulla palacca da forno foderata con carta forno, sistemandoli ben distanziati poiché in cottura cresceranno abbastanza.

Mettete la placca nel forno già caldo a 180° e lasciateli cuocere per circa 25-30 minuti, fino a quando avranno assunto un bel corore oro chiaro.

Togliete i filoncini dal forno (e portate la temperatura a 160°) deponeteli con una spatola su una gratella e lasciateli intepidire per circa 15 minuti poi, con l’ausilio di un coletello ben affilato e dalla lama liscia, tagliateli a fettine regolari di circa 1 cm mantenendo il taglio con un’inclinazione di 45°.

Sistemate i cantuccini sulla placca e rimetteteli in forno per circa 10 minti, fino a quando saranno ben secchi. Fateli raffreddare su una gratella e teneteli chiusi in una scatola di latta dove si conserveranno per molti giorni.

Un consiglio sulla cottura: invece della carta forno, io utilizzo la carta stagnola.


La ungo leggermente ed arrotolo le due estremità formando dei canalini. Posiziono i filoncini di pasta al centro lasciando uno spazio di circa 1,5 cm. In questo modo è possibile infornarne un numero maggiore sulla stessa teglia senza temere che si fondano in un un unico panetto.


lunedì 19 ottobre 2009

Crocchette di patate

Dopo una breve assenza causata dai capricci del mio vecchio (ed un tempo fedele) portatile, ritorno con una semplice quanto soffice ricetta.

Crocchette di patate

In Italia delle patate non se ne fa un largo utilizzo ed è per questo che se ne conoscono solo due o tre varietà al massimo.
A casa mia, da bravi nordici, le utilizziamo come contorno per qualsiasi cosa. Il loro compito è uno ed è delizioso: raccogliere le salsine e i sughi che compongono il piatto.
Ma poi ci sono anche le ricette che provengono dall'altro ramo della famiglia, quelle italianissime, ed ecco quindi la ricetta di oggi...


Crocchette di patate

Patate, 500 g
Burro, 30 g
Parmigiano o pecorino, 30 g
Tuorli d’uovo, 2
Odore di noce moscata
Sale e pepe

Per la panatura: un uovo, pan grattato, farina

Procuratevi delle patate farinose, io uso quelle a pasta bianca.
Pelatele e, se sono grosse, tagliatele in quattro parti e mettetele a bollire in acqua salata. Quando saranno cotte, scolatele ed acora calde passatele allo schiacciapatate. Lasciate intiepidire ed aggiungere il burro e tutto il resto.
Attendere che il composto sia ben freddo poi, aiutandovi con un tavolo infarinato, formate dei salsicciotti in modo da ottenere delle crocchette, ma…

…se siete pignoli, come me, potete procedere anche nel seguente modo:

- Versate il composto nella sac a poche, di quelle usa e getta, e tagliate l’estremità quel tanto che basta per ottenere dei rocchetti della giusta dimensione.
Spremete creando un lungo serpentone su di un vassoietto leggermente infarinato e ponetelo in freezer per circa 20 minuti.
Tiratelo fuori e, utilizzando un coltello dalla lama liscia, ricavate le crocchette. Passatele nella farina, nell'uovo leggermente sbattuto - spesso utilizzo uno degli albumi avanzati - e nel pane grattugiato. A questo punto sono pronte per essere fritte in abbondate olio o, se preferite, surgelate.

Un'ottima variante, ma dimenticatevi della sac a poche e della perfezione, è quella di inserire all'interno delle crocchette un cubetto di provola affumicata in modo da ottenere
un profumato ripieno filante.

O ancora, aggiungere all'impasto del prezzemolo o altre erbette profumate.

lunedì 5 ottobre 2009

Frittelle di riso, leggere…ma con gusto

Il riso è tanto cotto che i singoli chicchi quasi si fondono in un molle pappetta ricoperta d’una bella crosta bruna, la forma è tondeggiante, ma non si tratta delle classiche frittelle di riso perché, al posto del latte, qui c’è lo yogurt!

Frittelle di riso

Ideali per chi ha qualche intolleranza al lattosio, e non solo. Il gusto resta pressoché inalterato ma la sensazione di leggerezza che si avverte addentandole è ineguagliabile.
Ed ancora una volta ringrazio Annalisa Barbagli.

Frittelle di riso
(Estratta da una ricetta di A. Barbagli)

Yogurt intero, 250 g
Farina, 100 g
Riso arborio, bollito freddo, 300 g
Uovo, 1

Burro fuso, 40 g
Zucchero, 1 cucchiaio colmo
Sale, un pizzico
Bicarbonato, ½ cucchiaino

Buccia di limone

Procedimento

Con un po’ di anticipo lessate il riso in abbondate acqua (non salata) e lasciatelo raffreddare.
Setacciate la farina con il bicarbonato, lo zucchero e il sale.
Rompete l’uovo in una ciotola e sbattetelo insieme al burro fuso, allo yogurt ed alla buccia grattata di mezzo limone.
Unitevi il riso mescolate e amalgamatevi un cucchiaio per volta il composto di farina. Mescolate il tutto e lasciate riposare per mezz’ora.
Scaldate una piastra antiaderente e ungetela leggermente passandola con della carta da cucina imbevuta d’olio.

Rispetto alla ricetta tradizionale è previsto l’impiego di una piccolissima quantità di olio, la cottura è simile a quella prevista per i pancake ma, se preferite, potrete anche utilizzare il metodo classico versando nel padellino un dito d’olio, diventeranno solo un po’ più pesanti.

Deponetevi 3 o 4 cucchiaiate del composto di riso, distanziandoli in modo che non si tocchino.
Schiacciatele leggermente col dorso del cucchiaio in modo da dare loro una foma più o meno rotonda e non appena avranno preso colore giratele con una spatola e fatele colorire anche dall’altra parte.
Quando sono pronte, adagiatele su di un piatto che potrete inserire nel forno tiepido mentre preprate le altre.
Servite spolverizzando con abbondante zucchero semolato misto a cannella.

Queste frittelle, così saporite e leggere, possono essere aromatizzate a vostro piacimento con bucce di limone o arancia, con della vaniglia e/o cannella.

Frittelle di riso

* Le focaccine della foto sono state fritte in olio profondo un dito, se utilizzate la cottura dei pancakes otterrete una crosta meno bruna per un risultato molto più leggero.

lunedì 28 settembre 2009

Biscotti al cioccolato - Chocolate Crinkles

Avete mai sentito parlare della matematica della colpa?
In pratica, se vi invitassi a casa mia offrendovi su un vassoio un biscottino alla vaniglia ed uno al cioccolato, il calcolo delle probabilità ci dice che quest’ultimo sarebbe il primo ad essere agguantato, ma alla soddisfazione della golosa conquista seguirebbe il senso di colpa per aver costretto l’altro a ripiegare sul pallido biscottino rimasto.

Non credo occorra scomodare un matematico per capire che il cioccolato è un piacere irresistibile. In ogni caso, per ovviare al problema del biscotto col senso di colpa oggi porterò in tavola solo i Chocolate Crinkles letteralmente, biscotti di puro cioccolato fondente con le crepe :)


Chocolate Crinkles

Il segreto per un’ottima riuscita e non lasciarli cuocere troppo, ma solo il tempo necessario per creare una superficie croccante mantenendo un cuore morbido e cioccolatoso.
La ricetta, opportunamente modificata (non riesco a resistere alla tentazione di apportare delle seppur piccole modifiche), l'ho trovata sul sito Joy of Baking . Dategli un'occhiata, troverete di certo qualche spunto interessante.

Chocolate Crinkles

Burro, 60 g
Cioccolato fondente spezzettato, 225 g
Zucchero, 100 g
Uova, 2 (grandi)
Estratto naturale di vaniglia, 2 cucchiaini
Farina 00, 225 g
Sale, un pizzico

Lievito per dolci, 1 cucchiaino raso

Per la copertura: zucchero a velo e zucchero semolato


Procedimento
Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato insieme al burro. A parte, setacciate la farina con il lievito e il sale.
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro, a questo punto unire la vaniglia e il cioccolato fuso ed infine anche la farina setacciata, ma ricordate di mescolare velocemente e solo il tempo necessario affinché il tutto venga assorbito, non oltre.
Coprite l’impasto con pellicola per alimenti e metterlo in frigorifero per almeno 3 ore, meglio tutta la notte.


Portare il forno alla temperatura di 170° C.
Versare lo zucchero a velo e quello semolato in due ciotoline.
Riprendere l’impasto e formare delle palline di circa 3 cm di diametro. Passarele prima nello zucchero semolato, pressando leggermente per fare aderire bene, e poi nello zucchero a velo ricoprendole con uno strato abbondante prima di disporle su una teglia rivestita con carta forno.
Infornare per circa 8-9 minuti, non superare il tempo indicato poiché i bordi dovranno essere fermi ma il cuore ancora morbido.


Alcuni consigli…

- Data la grande quantità , è fondamentale utilzzare un buon cioccolato.

- Durante la formazione delle palline badate a non far surriscaldare troppo l’impasto. Se ciò accade, riponetelo in frigorifero tra una sfornata e l’altra.

- Se preferite dei biscottini più bassi, dopo aver sistemato le palline sulla teglia, e prima di infornarli, schiacciateli leggermente con la mano.

- Le comuni ricette prevedono un solo passaggio nello zucchero a velo, ma
il food scientist, Shirley Corriher, ci svela il suo segreto:

"My secret weapon is I roll the dough balls in plain table sugar first," she says. "Then I roll them heavily in powdered sugar, so it stays snow white and really dramatic against the black cookie dough. When you bite in, they're crisp on the surface and gooey and doughy inside."

Quindi doppio passaggio, prima zucchero semolato poi abbondante zucchero a velo.


Pur seguendo il suo consiglio di Corriher non sono riuscita ad ottenere un superficie esterna perfettamente asciutta e candida. Credo sia inevitabile lo scioglimento, in parte, dello zucchero che li riveste.
Confesso che per alcuni è seguito un ulteriore tuffetto nello zucchero a velo dopo la cottura :)

- A tal proposito, è bene lasciare asciugare bene i biscottini prima di riporli in delle scatole di latta.